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June 24 ...-1 Inverno 1996. Avanzò leggera verso di me, mentre i suoi occhi brillavano di una luce quasi innaturale, ricordandomi lo splendore degli anelli che portava al dito. La fissai intensamente come se la stessi osservando per la prima volta e per un attimo mi rividi seduto dietro ad un banco di scuola, quando il mio poco coraggio mi consentiva soltanto di lanciarle occhiate furtive troppo brevi perchè lei si accorgesse di me. In quel preciso istante invece i miei occhi, non tanto più diversi da allora, la inchiodarono senza possibilità di uscita. Desiderai stringerla tra la mie braccia delicatamente, convinto che anche solo un mio movimento più brusco,un errore immaturo e folle, avrebbe potuto rompere quell'incantesimo meraviglioso che aveva cambiato la mia vita. Sorrise, e tutta la città sembrò sorridere con lei. Rumori,suoni, parole d'amore,d'odio e sentimenti di una città muta solo in apparenza echeggiarono intorno a noi che, quasi come collegati da un filo invisibile che non concepiva e percepiva altro che noi ,sembrammo non rendercene nemmeno conto “Isaac!” Chiamò illuminandosi. Un signore di mezza età si voltò a guardarla sorpreso, forse portatore del mio stesso nome o forse semplicemente ammaliato da cotanta bellezza. No, non era lui il fortunato. Un brivido mi scosse da capo a piedi facendomi tremare contemporaneamente ginocchia e cuore quando realizzai di essere io. Passo dopo passo, Cristina si fece più vicina e sfiorandomi le mani si sporse tranquilla verso le mie labbra. La vibrazione della voce un po' tremolante la tradì. “Mi sei mancato” sussurrò. Libero da qualsiasi inibizione o paura mi staccai da quel bacio e stringendola iniziai a piangere come non facevo da anni. Non ebbi paura di mostrarmi debole, non a lei. Il contenuto di quelle lacrime roventi espresse rabbia, amore, passione, dolore, combinate in un mix ebbro di un senso di liberazione fortissimo. Lei non capì, ma continuò a tenermi stretto cingendomi piano la vita. Capii che mi avrebbe amato incondizionatamente e mi sentii ancora peggio. “Sono qui,Sono qui…” continuava a ripetere. Quelle parole mi risuonarono in testa per lungo tempo. Asciugandomi gli occhi con la manica già sporca della camicia e rinvigorito da una forza nuova e invincibile le giurai amore eterno sotto il chiarore della luna,sigillando la promessa con un bacio. “Perché stai piangendo Isaac? Perché piangi?” Mossi le labbra, ma le parole uscirono vuote e senza senso. Oh Cristina, riuscirai mai a perdonarmi? Subito dopo, il buio.
Quando aprii gli occhi il cuscino era bagnato di lacrime e un odore acre si spargeva per tutta la stanza. Mi alzai e andai verso la finestra, dalla quale ancora non filtravano nemmeno i primi impavidi raggi di sole. La città non sorrideva più.
Arianna ______________________________________________________________________________________________________________________________________
E' solo una bozza, un inizio e credo che mai e poi mai sarò completamente soddisfatta del mio lavoro. A questo proposito sono aperta a critiche e consigli, nella speranza almeno di avvicinarmi un po' a ciò che voglio queste parole siano.
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